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Anversa degli Abruzzi

Anversa degli Abruzzi

anversa_degli_abruzzi.jpgAnversa degli Abruzzi (560 m. slm., popolazione comunale circa 430 abitanti), celebre località nella quale Gabriele D'Annunzio ambientò la tragedia "La Fiaccola sotto il moggio", nonchè uno dei numerosi centri abruzzesi inseriti nella prestigiosa categoria de "I Borghi più belli d'Italia", è situata all'imbocco delle spettacolari Gole del Sagittario, principale via di accesso al vicino Parco Nazionale d'Abruzzo. Sebbene l’origine del paese si fa risalire al medioevo, le fasi più antiche dell’insediamento risalgono al periodo italico, attestato dal rinvenimento di una necropoli datata al IV secolo a.C. Appartenne poi ai Di Sangro, ai Caldora, ai Di Capua, e ai Recupito. Fino agli inizi del novecento era conosciuta per i suoi “pignatari”.
Fortemente legato ad una economia agro-pastorale, sede della A.R.P.O. (Associazione Regionale produttori Ovo-caprini) – promotrice della fortunata iniziativa “Adotta una pecora”, il paese cui fa da sfondo il suggestivo paesaggio dell’Oasi naturale delle Gole del Sagittario, conserva ancora testimonianze storico-artistiche di notevole pregio: merita particolare attenzione la Chiesa della Madonna delle Grazie, eretta tra il 1540 e il 1587. La pianta è a tre navate, la facciata presenta un portale del 1542, di stile rinascimentale, sormontato da un rosone. All’interno della chiesa è conservato un trittico della prima metà del ‘500, Madonna con il Bambino, S. Michele, S. Francesco. Nella sagrestia è conservata una croce processionale, opera di oreficeria della scuola di Sulmona, datata alla fine del ‘400. Importante è anche la chiesa di S. Marcello, che possiede, nel portale, esempio di stile gotico, fatto costruire da Nicolo’ da Procida, un affresco di ispirazione sacra, conservato solo parzialmente. Adiacenti al centro abitato sono i resti di una rocca fatta costruire da Antonio di Sangro nel 1406, che ha ispirato a D’Annunzio l’ambientazione della tragedia “La fiaccola sotto il Moggio”.
La chiesa di S. Maria delle Grazie
La chiesa, a tre navate con abside, risalirebbe al XVI secolo. La facciata rettangolare è aperta da un portale ricco di dettagli scultorei coronato da un rilievo con il Redentore, tra le statue di San Gerolamo e di San Onofrio. Il prospetto si completa con un rosone ad arcate trilobate privo di colonnine radianti. Si osservano inoltre due stemmi gentilizi: in alto dei conti Belprato e in basso di Anversa; in una lapide posta al di sopra del rosone è incisa la data 1587, anno di completamento della facciata. All'interno si possono ammirare la statua in terracotta policroma di S. Rocco, opera dei ceramisti anversani del 1530, e un tabernacolo in legno intagliato del XVI secolo e dipinto da De Picchi di Pescasseroli nel 1664.
Il castello dei Conti di Sangro
Il castello, meglio definibile palazzo baronale, è frutto della ristrutturazione e dell'ampliamento, operati nel XV secolo da Antonio di Sangro, di una preesistente fortificazione a pianta pentagonale irregolare di cui restano i ruderi di un'alta torre, databile tra il XII e il XIII secolo. Il puntone, a pianta quadrata, in pietra con base leggermente scarpata, realizzato dai conti di Sangro, emerge dal profilo del centro antico e suggerisce l'antica funzione di avvistamento e di difesa del fortilizio che controllava uno degli accessi meridionali alla conca peligna lungo l'alta valle del Sagittario.
Museo della flora e della fauna delle gole del Sagittario.

 
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