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Centro Storico di Scanno

scanno_065.jpgScanno

Adagiata su uno sperone, al centro di una delle più belle valli dell'Aquilano, quella del Sagittario, è località di soggiorno e sport, estivo e invernale; al turista offre attrezzature ricreative, bellezze naturali ed artistiche, folklore, artigianato (oreficeria e tombolo). Caratteristico è l'abitato antico, per le sue vie spesso gradonate, dalle quinte in pietra, illeggiadrite da capricciosi portaletti e da finestre settecentesche, che testimoniano il periodo di floridezza economica grazie all'attività armentaria.Fotografi illustri come Cartier-Bresson, Giacomelli, Scianna, ne hanno immortalato scorci e personaggi. Il più importante monumento è la parrocchiale di S. Maria della Valle, che presenta una facciata ornata da un bel portale romanico; all'interno, notevoli arredi marmorei e lignei, settecenteschi, opera di artisti di Pescocostanzo, e dei Bencivenga, ebanisti di Raiano. Altri pregevoli edifici sacri sono S. Eustachio (con interno barocco), S. Maria delle Grazie (dall'armoniosa decorazione settecentesca a stucco) e S. Antonio da Padova (con portale del tardo Cinquecento e interno barocco, affrescato nei primi decenni del XVIII secolo, da Giambattista Gamba. Nei dintorni è da vedere la suggestiva chiesetta della Madonna del Lago, sulle sponde del grande specchio d'acqua che ha preso il nome da Scanno. In giugno vi si tiene il Premio Scanno (con varie sezioni, tra le quali Letteratura e Giornalismo).

 

Il centro storico

(…) Nel caso di Scanno la qualità architettonica dell’intero tessuto del centro storico è elevata a tal punto da conferire interesse specifico a quelle opere di architettura diffusa quali recopia_di_abruzzotoeurope__ottobre_scanno_067.jpgsidenze comuni, portali, archi, iscrizioni, tanto da creare un vero e proprio continuum urbano, punteggiato da piccoli segni di alto significato. Già dal tema della casa si può intendere quanto profonda fosse la tradizione edilizia scannese, che si esprimeva in due tipi fondamentali:  la casa con accesso esterno ai piani superiori e quella con l’accesso interno.  In ogni caso l’edificio è organizzato usualmente in due piani: nel primo troviamo cucina e retrocucina, dispensa (despensòla), stanza da pranzo e contemporaneamente soggiorno. Quando il collegamento dei livelli è interno, si raggiunge il secondo piano con una stretta e ripida scala a gradini in muratura rivestiti da mattoni bloccati da un regolo di legno di faggio.  La scala raggiunge un disimpegno adibito a ripostiglio e di qui le camere da letto, pavimentate con mattoni rettangolari e coperte da volte in frasche e malta. Il collegamento esterno è affidato alla cemmàusa, che presenta pianerottoli a servizio dei due piani e termina in una sorta di ballatoio.  Gli scalini (schele) sono di materiale lapideo e retti da un arco, mentre la scalinata è coperta da una tettoia costituita da travi di faggio su cui si distendono tavolette ancora lignee (scànzule) che reggono il manto di coppi (pinci), originariamente fabbricati a Scanno nella “pinciara” delle Acquevive, vicino al lago.  A protezione esterna della gradinata c’è un muro di altezza non inferiore a un metro con copertina in lastre lapidee o, in alternativa, una ringhiera in ferro. Al secondo livello sono presenti i balconi mentre si sono perse le imposte e gli scuretti in legno (spurtiell’) che sostituivano i vetri.  A chiusura degli ambienti, sul secondo livello insistono sottotetti praticabili (tamblature), cui si accede mediante una  botola serrata da uno sportello in legno (vuccitt’) e dai quali si esce sul tetto mediante un abbaino (barbacane).  Va notato poi come la casa scannese sia assai simile a quella di Pescocostanzo, ma manchi spesso dei paravento in muratura e presenti cornici assai più semplici.  Tratto da: L’Ambiente Urbano – Raffaele Giannantonio – Scanno Guida storico-artistica  alla città e dintorni – Carsa Edizioni – Pescara 2001

 

 
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