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Gole del Sagittario a Scanno

Gole del Sagittario.

 scanno_gole_del_sagittario.jpgLa riserva naturale delle Gole del Sagittario protegge l’ambiente del suggestivo canyon che il fiume Sagittario ha scavato, con la millenaria azione erosiva delle sue acque, attraverso imponenti strati di rocce calcaree, testimonianza di antichi fondali marini.
Dal ‘97 questa zona, già oasi del WWF, è protetta con una riserva naturale regionale di 450 ettari.
Compresa tra i 500m del tratto a ridosso del paese di Anversa fino ai quasi 1500m del Pizzo Marcello l’area include ambienti molto diversi, che racchiudono una grande varietà di flora e fauna. Il paesaggio dominante resta, comunque, quello delle profonde gole calcaree.
Oggi, a causa del totale prelievo di acqua per scopi idroelettrici, il letto del fiume, tra i comuni di Villalago e di Anversa è ormai asciutto. La vegetazione idrofila è stata sostituita, in questo tratto, da un fitto bosco di aceri ed ornielli. Solo a valle del paese di Anversa, grazie alle abbondanti sorgenti del Cavuto, il fiume Sagittario riprende vita e ricompare così la preziosa vegetazione acquatica e specie come il Fontinalis antipiretica, buon indicatore biologico, testimoniano la purezza delle sue acque. Qui nuota la trota macrostigma (Salmo trutta macrostigma), specie sempre più rara nell’Italia peninsulare, che si ritrova più abbondante soltanto nei fiumi alpini e nelle acque della Sardegna. Sulle rive del fiume, insieme alla ballerina gialla (Motacilla cinerea), i più fortunati potranno vedere il bizzarro merlo acquaiolo (Cinclus cinclus) mentre si tuffa nelle gelide acque in caccia di insetti. La vegetazione ripariale, nei tratti meno incassati, è composta da salici bianchi e purpurei (Salix alba e Salix purpurea), pioppi e dalla sempre più sporadica rovere (Quercus petraea). Numerose piante che fioriscono tra le gole, che fortunatamente hanno conservato intatta la loro bella e preziosa flora rupicola, risultano di estremo interesse botanico e non si esagera definendole un santuario per endemismi e specie rare. Tra le prime citiamo il fiordaliso del Sagittario (Centaurea scannensis), la viola di Eugenia (Viola eugeniae), la campanula di Cavolini (Campanula fragilis ssp. Cavolinii)e la piverina tormentosa (Cerastium tomentosum). Tra le entità rare vanno citate, invece, il relitto glaciale efedra dei Nebrodi (Efedra major) e la dafne sericea (Daphne sericea), localizzata in Italia solo in piccole isole e rare località costiere del Tirreno meridionale. La vegetazione arborea dominante è costituita da faggio (Fagus selvatica), carpino nero (Ostrya carpinifolia), tasso (Taxus baccata) e sorbi.
La vicinanza del Parco Nazionale d’Abruzzo e di altre riserve, assicura la presenza di numerosi animali nell’area. Qui trovano rifugio specie molto rare come il lupo appenninico (Canis lupus) e l’orso (Ursus arctos). Lo schivo plantigrado, proprio nella zona di contatto tra la riserva delle Gole del Sagittario con quella adiacente del Monte Genzana Alto-Gizio, fa registrare il maggior numero di avvistamenti al di fuori dei confini del Parco d’Abruzzo. Tra gli altri mammiferi troviamo ungulati come cervi (Cervus elaphus) e caprioli (Capreolus capreolus), oltre a numerose volpi (Vulpes vulpes) e cinghiali (Sus scrofa).
Estremamente assortita è l’ornitofauna. Oltre al picchio muraiolo (Tichodroma muraria), che è anche il simbolo della riserva, vivono sulle rupi più inaccessibili la maestosa aquila reale (Aquila chrysaetos) e gli inconfondibili gracchi corallini (Pyrrhocorax pyrrhocorax), bellissimi uccelli neri con becco e zampe color vermiglio. Non è raro, per coloro che si inoltreranno sulle zone più alte, vedere queste due specie schernirsi in volo. Restando in quota è possibile incontrare la coturnice (Alectoris graeca), un elegante galliforme che vive sui pascoli più elevati. Continuando con una veloce carrellata dei volatili più rappresentativi, sono da citare la rondine montana (Ptyonoprogne rupestris), il passero solitario (Monticola solitarius), il falco pellegrino (Falco peregrinus) e lo sparviere (Accipiter nisus). Un discorso a parte meritano, poi, i grifoni (Gyps fulvus) che sono tornati a volteggiare anche sulle montagne abruzzesi grazie ad una collaborazione tra il governo spagnolo, che ne ha donati alcuni, ed il Corpo Forestale dello Stato che ha creato una struttura di acclimatazione nei pressi di Frattura Vecchia prima di liberarli sul Monte Genzana.
Infine è importante sottolineare che tra i rettili, oltre alla vipera comune (Vipera aspis), si incontrano cinque specie di colubri tra i quali il cervone (Coluber quadrilineatus) e la coronella (Coronella austriaca). Questo rende la riserva il territorio abruzzese con la più ricca presenza di Ofidi. http://www.abruzzoeappennino.com/parchi.asp?cat=rsagittario

 
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