English French German Italian Japanese

Altre Attivita


Immagine Casuale

Newsletter

Lo Staff vi ringrazia per l'iscrizione






Vota il Sondaggio

Cosa manca secondo te al sito Hotelscanno.it?
 

Rss Syndicate

Logo io vado in vacanza in Abruzzo

Sulmona

Sulmona

scanno_sulmona_078.jpgGli antichi scrittori, tra i quali Ovidio e Silio Italico, concordano sulla remota orgine di Sulmona, ricollegabile alla distruzione di Troia. Il nome della città, infatti, deriverebbe da Solimo, uno dei compagni di Enea.  Le prime notizie storiche, però, ci giungono da Tito Livio che cita l'oppidum italico e narra come la città, nonostante le battaglie perse del Trasimeno e di Canne, rimase fedele a Roma chiudendo le proprie porte ad Annibale. Sulmona è ricca di chiese e monumenti e palazzi da vedere e di tradizioni ancora vive come ad esempio l'antica Giostra Cavalleresca. Questa risale agli Svevi e fu molto in voga al tempo degli Aragonesi. Poi intorno alla metà del '600 la mancanza e la "disapplicazione" dei cavalieri costrinse la città a dismettere la manifestazione, che a quei tempi si svolgeva per ben due volte nell'arco dell'anno. Fortunatamente, nel 1995, la Giostra è rinata e il successo è stato clamoroso e oltre alla classica gara si organizza una Giostra Europea che ha visto impegnate città venute da diversi paesi europei.

scannni_giostra_2_sulmona.jpgSulle alture del Monte Mitra si hanno testimonianze archeologiche dell'oppidum, uno degli insediamenti fortificati più grandi dell'Italia Centrale. Si tratta di una zona, posta più in alto della sede attuale della città, che assunse la sua posizione tra i due fiumi Gizio e Vella solo nel periodo romano. La valle Peligna, sede della vera e propria urbs deriva il suo nome dal greco "peline"= fangoso, limaccioso. Infatti, in età preistorica, la conca di Sulmona era occupata da un vastissimo lago; in seguito a disastrosi terremoti la barriera di roccia che ostruiva il passaggio verso il mare dell'acqua crollò: in compenso il terreno rimase fangoso e fertile.Durante l'epoca romana, Sulmona fu la sede di uno dei tre municipi peligni assieme a Corfinium e Superaequum. Nell' 81 a.C. si ha il secondo avvenimento narrato dagli storici, ossia la distruzione della città da parte di Silla, a seguito della ribellione per ottenere l'integrale applicazione della "Lex Cornelia de Suffragiis". Dopo 32 anni, però si ebbe la rinascita, con la costituzione di una guarnigione pompeiana, che dovette arrendersi, per l'ennesima rivolta dei sulmonesi, a Marcantonio, inviato da Cesare.
Ma la data storica per Sulmona è il 43 a.C., anno di nascita dell'illustre poeta latino Publio Ovidio Nasone, il cantore dell'amore e delle Metamorfosi, poi esiliato a Tomi, in Romania dall'imperatore Augusto. Dalle iniziali del celebre emistichio "Sulmo Mihi Patria Est" la città ha preso le iniziali del suo stemma "S.M.P.E.".

scannni_giostra_cavaliere_sulmona.jpgLe tracce della Sulmona romana sono riemerse dagli scavi nel  Tempio di Ercole Curino, posto ai piedi del monte Morrone in cui, secondo un'antica leggenda, vi sarebbero i resti della villa di Ovidio. Le ricerche hanno portato alla luce una copia in bronzo rappresentante l' "Ercole in riposo", oggi custodito nel Museo Archeologico di Chieti. Si tratta di un bronzetto, dono di un mercante, databile intorno al III secolo a.C., rappresentante l'eroe appoggiato col braccio sinistro sulla clava da cui pende una pelle di leone: viene considerato uno dei capolavori della piccola plastica antica. Oltre all'Ercole, sono stati ritrovati materiali architettonici e immagini votive. Infine su una colonna sono stati individuati due eleganti versi firmati "OVIDIUS" che si suppone siano stati vergati sul marmo dal nostro poeta.

Nel corso del XVI secolo nacque la famosa Scuola Orafa Sulmonese, i cui manufatti esponevano il prestigioso marchio SUL. Si ebbe la nascita dell'industria della carta e furono impiantati vari opifici lungo il Gizio. Anche il commercio ebbe una notevole crescita, grazie al mercato di stoffe preziose (la seta sermontina) e alla lana, di cui l'Abruzzo divenne il primo produttore in Europa. Un'autorevole testimonianza dei traffici che si svolgevano lungo la cosiddetta Via degli Abruzzi (che collegava Napoli a Firenze lungo l'Appennino) è quella di Leonardo da Vinci, che venne a Sulmona nel 1501 per accompagnare messere Paolo Trivultio, suo amico. Per quanto riguarda le opere architettoniche bisogna ricordare la costruzione del Campanile dell'Annunziata che è ancora oggi la costruzione più alta della città, con i suoi 65.5 metri. Alla fine del secolo, infine, fu introdotta l'arte della stampa, grazie al letterato e studioso ovidiano Ercole Ciofano. Vennero edite le opere di Ovidio e pubblicati i Capitoli della Giostra. Il '600 fu un periodo di spenta vita sociale, in cui l'unico esempio di vitalità fu la partecipazione della città alla ventata rivoluzionaria di Masaniello: ma dopo breve tempo i nobili ripresero il controllo e i capi della rivolta vennero giustiziati. Nel 1706, poi, ci fu un disastroso terremoto che distrusse l'intera città e che risvegliò la cittadinanza. L'ottocento, così, segnò un nuovo periodo di rinascita, in cui il nodo ferrovario sulmonese, grazie alla sua strategica posizione, ebbe notevole sviluppo e con esso si ebbe una eguale crescita economica e demografica.
Nel 1889 nacque un'altra grande personalità della città, Giuseppe Capograssi, insigne studioso di Filosofia del Diritto. Insegnò e divenne rettore di molte università, tra cui quella di Roma, e poco prima della morte venne nominato membro della Corte Costituzionale.

scannni_giostra_sulmona.jpgDurante la seconda guerra mondiale Sulmona subì gravissimi danni e, vista la sua posizione al ridosso della linea Gustav, vide lo spopolamento di tutta la zona sud (dalla Majella occidentale alla zona dell'alto Sangro). Inoltre la città venne bombardata con particolare violenza in quanto nodo viario e ferrioviario strategico per l'intero Abruzzo. Nonostante tutte le avversità si colgono i primi segni di rinascita a partire dalla visita del primo Presidente della Repubblica Enrico De Nicola nel novembre del 1946. Inoltre venne ricostruita una zona della città completamente distrutta e ricostituito l'Archivio di Stato, sottratto dal regime fascista per vendicarsi della rivolta contadina del 1929, grazie alla quale vennero tolti i pesanti dazi applicati su ogni genere di mercanzia trasportata all'interno delle mura.

 
RocketTheme Joomla Templates